Villa Girasole - Portobello di Gallura

Una casa da sogno tra graniti e lentischi

MIMETIZZATA NEL CONTESTO NATURALE DI CUI RIPRENDE I COLORI E RISPETTA L'ANDAMENTO ALTIMETRICO, LA VILLA È ORIENTATA IN FUNZIONE DI SOLE E VENTO

AUTORE
Maria Giulia Zunino
PROGETTISTA
Mario Dal Molin
DISTRIBUTORE
Iter di Ruggeri Srl
PIASTRELLE
SETTECENTO

Villa Girasole ha il nome di un fiore ma anche della prima casa a risparmio energetico, la famosa villa rotante di Marcellise di San Martino Buon Albergo (Verona): realizzata tra il 1929 e il 1935 da Angelo Invernizzi, magnifico esempio di architettura liberty e ingegneria futurista. Una casa con torretta che pesa 15.000 quintali, è rivestita con pannelli in lega di alluminio, e gira su se stessa grazie a un meccanismo con perno centrale, binario circolare e motore a nafta. Si muove alla velocità di 4 millimetri al secondo seguendo lo spostamento del sole, di cui assorbe il calore, e completa la rotazione in 9 ore e 20 minuti.
Il proprietario di questa villa sulla Costa Paradiso, nella Sardegna settentrionale, ammira quel prototipo edilizio. Forse anche per questo ha affidato il suo progetto a un ingegnere, Mario Dal Molin, che nel 1989 ha aperto lo studio a Cagliari, facendosi apprezzare per le sue architetture.
Del girasole la nuova villa non riprende il movimento ma la forma circolare che diventa cardine anche simbolico dell'intero intervento. Il cerchio fa pensare al nuraghe, alla corolla del girasole, all'uomo di Leonardo...
Le sue linee entrano in completa sintonia con il paesaggio aspro, dominato da lentischi e blocchi di granito - il Giallo San Giacomo - modellati dal vento, che arriva fino al mare.
L'impianto sfrutta la simmetria centrale: tre grandi ”petali” vista mare, innestati su un disco - la piccola corte sul retro, protetta dai venti e in relazione diretta con la cucina - si aprono a ventaglio per inserirsi in un organismo complesso, fatto di spazi aperti e chiusi in continuo dialogo tra loro, con le preesistenze e con il giardino dove sughere e querce convivono con piante esotiche.
Ciascun petalo ha la sua funzione - zona notte i due laterali, zona giorno quello centrale -, è definito da pareti che lo rendono leggibile anche da fuori, rispetta la morfologia irregolare del terreno, per non ”violentarlo” con scavi e sbancamenti, e si apre sull'articolato sistema di terrazze. All'interno, nel superare i dislivelli di quota, gli scalini di collegamento rendono l'insieme più vivo e offrono prospettive sempre diverse.
I materiali - granito, calce bianca, ferro battuto dalle linee fluide per i parapetti; legni scuriti, pellami invecchiati, stuoie - generano un fenomeno di mimetizzazione e mimesi, che comincia con la scelta di un unico tipo di pavimento ¬per l'intero edificio - fatta eccezione per la corte nord - in modo da eliminare la tradizionale divisione dentro-fuori, già resa impercettibile dai serramenti a tutta altezza completamente apribili. Conoscendo molto bene le criticità del progettare sul mare - salsedine, sole e vento sono i peggiori nemici dell'architettura -, Mario Dal Molin ha privilegiato il grès porcellanato smaltato sia per la sua eco-compatibilità sia per le sue caratteristiche tecniche. Puntando sulla produzione di Settecento - Mosaici e Ceramiche D'Arte, l'azienda di Fiorano Modenese molto apprezzata per la capacità di sperimentare e per l'offerta di soluzioni innovative ad alto contenuto espressivo, che non rinnegano la tradizione ma l'attualizzano. E in particolare sulle piastrelle ”Gea” che personalizzano tutta l'estesa superficie coperta e i suoi prolungamenti: la forma esagonale, memoria dell'alveare, aggiunge naturalezza e dinamicità; il colore miele si ricollega al Giallo San Giacomo del rivestimento delle pareti esterne, alle rocce granitiche e al cotto spagnolo usato nella corte nord.

Piastrelle
Settecento, Gea
Tipologia
grès porcellanato
Formati
47,8x47,8 rettificato - Esagona 40,9x47,2 - Losanga 47,8x97,2
Colori
Ocra
Caratteristiche tecniche
Assorbimento d’acqua (ISO 10545-3): 0,5%
Resistenza all’attacco chimico (ISO 10545-13): A
Resistenza all’usura e all’abrasione (ISO 10545-6): PEI V
Resistenza alle macchie (ISO 10545-14): conforme
Resistenza al gelo (ISO 10545-12): conforme
Resistenza alla flessione (ISO 10545-4): conforme
Resistenza alla scivolosità (DIN 51130): conforme
Resistenza agli sbalzi termici (ISO 10545-9): conforme
Resistenza al cavillo (ISO 10545-11): conforme
Resistenza alla dilatazione termica lineare (ISO 10545-8): conforme


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