Villa privata - Tarquinia (VT)

Il bianco muove e vince

NELLA CAMPAGNA VITERBESE UNA GIOVANE PROFESSIONISTA ROMANA TRASFORMA UNA ANODINA COSTRUZIONE DEGLI ANNI '80, IN UNA VILLA ELEGANTE DALLE FORME RICERCATE CHE SPICCA NEL PAESAGGIO PER IL SAPIENTE CONTRASTO DI BIANCHI E DI GRIGI TRA LE FACCIATE E I CAMMINAMENTI CHE LE CIRCONDANO

AUTORE
Riccardo Bianchi
PROGETTISTA
Serena Romanò
PIASTRELLE
PANARIA CERAMICA

Immaginate il paesaggio alle spalle di Tarquinia. Un lento mareggiare di piani e di dossi, ora selvaggi, ora pettinati dalle umane attività agricole. Verde a distesa, pronto a tingersi d'oro e d'ocra quando l'estate arriva. In mezzo a questo scenario sorge una villa che sfoggia linee vagamente postmoderne, un tetto a capanna che delinea un timpano l'espressione di una cultura edile tipica degli anni '80. Chi l'ha acquistata non è soddisfatto del suo aspetto, né tantomeno delle sue condizioni precarie dovute all'impiego di materiali poco resistenti. ”L'idea che sta alla base del progetto”, dice l'architetto Serena Romanò, che ne condotto la ristrutturazione, ”nasce da un preciso desiderio dei committenti: trasformare la costruzione esistente, in una villa contemporanea, nuova, bianca, da usare in estate”.
L'impatto quando vi si avvicina è potente: oltre il cancello della tenuta, un viale taglia il verde del grande giardino tra un tripudio di piante autoctone e cespugli esuberanti. In prospettiva al fondo della strada, si erge la villa, come un candido tempio neoclassico. Il bianco lucore, investito dalla solare luminosità della campagna viterbese, è il fattore che dà immediata riconoscibilità all'intervento di Serena Romanò. Dice la giovane professionista che ha studio a Roma e ha numerosi cantieri in corso: ”In un certo senso il colore è stato il punto di partenza della metamorfosi della villa. Il colore originario era lo specchio dell'impiego di materiali senza alcuna qualità prestazionale, funzionale e tecnologica. Il tufo purtroppo, per la porosità materica di cui è composto, non è adatto al clima piovoso e umido del territorio in cui insiste il manufatto. Da tale constatazione è scaturita l'adozione di un intonaco premiscelato quale rivestimento del tufo, una fodera totalmente naturale e biologica perché a base di caseina, in linea con i requisiti richiesti dalla bioedilizia. A questa nuova pelle si aggiunge l'utilizzo di pannellature con sistema ‘a cappotto' intorno alle pareti perimetrali della casa”.
Anche la strada di ingresso e i camminamenti intorno soffrivano di analoghi problemi essendo pure essi eseguiti in tufo. Stando così le cose il progetto ha previsto la sostituzione le pavimentazioni esistenti ormai ammalorate e sconnesse con lastre di grès porcellanato. Per rivestire tutti i camminamenti pedonali e i patii, nonché per allargare alcuni spazi all'esterno della dimora, la scelta è caduta sulla collezione ”Urbanature” di Panaria Ceramica e in particolare sull'articolo ”Cement” nel formato 60x60 cm con spessore 20mm, ideale per la texture e la colorazione a effetto cemento che bene si accorda e contrasta col bianco candido delle facciate. ”La decisione di utilizzare il grès porcellanato di Panaria”, racconta l'architetto, ”è stata immediata: l'ampia gamma di texture, formati, spessori hanno garantito una massima flessibilità in fase progettuale.
E gli interni? ”Anche qui il lavoro è stato tanto e complesso”, assicura Romanò. La villa si sviluppa su tre livelli. Il primo ospita le parti per gli hobby e divertimenti più una zona notte: il secondo raggruppa soggiorno, zona pranzo e cucina e un'altra zona notte; l'ultimo piano è una vasta mansarda in cui è collocata la suite padronale con sala da bagno. Per arredare questo articolato scenario Serena Romanò ha designato per intero mobili e complementi con l'intento di assecondare desideri ed esigenze dei clienti. Uguali valutazioni animano, nota l'architetto, anche ”i giochi di controsoffitti, il lighting design, i colori in armonia con quelli dell'esterno e gli aspetti domotici: tutto è stato studiato per ottenere il massimo della confortevolezza. E lo stesso vale per i pavimenti che, per volontà dei committenti, sono state utilizzate piastrelle di grès porcellanato di grande formato per aumentare la sensazione di continuità dello spazio. Oltre ai prodotti di Panaria Ceramica, che sono stati utilizzati per rivestire le zone giorno e notte, per i bagni si è ricorsi a prodotti di Kerlite di Cotto d'Este. 

Piastrelle
Panaria Ceramica, Urbanature
Tipologia
grès porcellanato
Formati
60,3x60,3 cm
Colori
Cement
Caratteristiche tecniche
Assorbimento d’acqua (ISO 10545-3): E ≤ 0,04%
Resistenza all’attacco chimico (ISO 10545-13): ULA -UHA
Resistenza all’usura e all’abrasione (ISO 10545-6): <_ 145 N/mm2
Resistenza alle macchie (ISO 10545-14): conforme
Resistenza al gelo (ISO 10545-12): conforme
Resistenza alla flessione (ISO 10545-4): > 50 N/mm2
Resistenza alla scivolosità (DIN 51130): R 11
Resistenza agli sbalzi termici (ISO 10545-9): conforme
Resistenza al cavillo (ISO 10545-11): conforme
Resistenza alla dilatazione termica lineare (ISO 10545-8): conforme

Certificazioni e premi
LEED, ISO 14001, NF UPEC


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